RITIRO ON LINE                                                                                                   
aprile
2015  

 

Venero la Parola di Dio, l’Icona ed il Crocifisso.   Traccio sulla mia persona il Segno della mia fede, il Segno della Croce, mi metto alla presenza del Signore che vuole parlarmi. 

 

Dio misericordioso,

concedimi di ascoltare la Tua voce,

di desiderare con ardore quello che tu approvi,

di cercarlo con prudenza,

di riconoscerlo con verità,

di compierlo con perfezione,

a lode e gloria del tuo nome.

 

 Metti ordine nella mia vita

e concedimi  di conoscere

quello che vuoi che io faccia.

Concedimi di compierlo nel modo giusto.

Concedimi, Signore mio Dio,

un’intelligenza che ti conosca,

una volontà che ti cerchi,
una sapienza che ti trovi,
una vita che ti piaccia,
una perseveranza che ti attenda con fiducia
e una fiducia che alla fine giunga a possederti.

 

(San Tommaso d'Aquino)

 

 

Veni, Sancte Spiritus, Veni, per Mariam.

 

 

Facciamoci “provocare” da alcune considerazioni di don Paolo Scquizzato della comunità dei sacerdoti

del Cottolengo, che analizza alcuni brani evangelici noti ma li rilegge sotto una luce un po’ diversa da

quella alla quale siamo in genere abituati.

Buona meditazione e buona preghiera.

 

 

 

 

 

 

 

 

LECTIO  Apro la Parola di Dio e leggo in piedi il brano che mi viene proposto. (Lc 5,17-26)

17 Un giorno Gesù stava insegnando. Sedevano là anche dei farisei e maestri della Legge, venuti da ogni villaggio della Galilea e della Giudea, e da Gerusalemme. E la potenza del Signore gli faceva operare guarigioni. 18 Ed ecco, alcuni uomini, portando  su un letto un uomo che era paralizzato, cercavano di farlo entrare e di metterlo davanti a lui. 19 Non trovando da quale parte farlo entrare  a  causa  della  folla,  salirono sul tetto  e, attraverso  le tegole, lo calarono con il lettuccio davanti a Gesù nel mezzo della stanza. 20 Vedendo la  loro fede, disse: «Uomo, ti sono  perdonati i tuoi  peccati». 21 Gli scribi e i farisei cominciarono a discutere, dicendo: «Chi è costui che dice bestemmie? Chi può perdonare i peccati, se non Dio soltanto? ». 22 Ma Gesù,  conosciuti  i loro  ragionamenti, rispose:  «Perché  pensate  così  nel vostro  cuore? 23 Che cosa è più facile: dire "Ti sono perdonati i tuoi peccati", oppure dire "Àlzati e cammina"? 24 0ra, perché sappiate che il Figlio dell'uomo ha il potere sulla terra di perdonare i peccati, dico a te - disse al paralitico – «àlzati, prendi il tuo lettuccio e torna a casa tua». 25 Subito egli si alzò davanti a loro, prese il lettuccio su cui era disteso e andò a casa sua, glorificando Dio. 26 Tutti furono colti da stupore e davano gloria a Dio; pieni di timore dicevano: «Oggi abbiamo visto cose prodigiose».

 

 

 

 

 

 

 

 

 

MEDITATIO   Seduto, rileggo la Parola per più volte, lentamente. Anche la lettura della Parola di Dio è preghiera. Siamo entrati in quella zona più sacra e più lunga del nostro Ritiro On Line: il grande silenzio !   Il protagonista è lo Spirito Santo.

 Il modo migliore per assaporare un brano delle Scritture è accoglierlo in noi come un cibo nutriente per il nostro spirito, è avere la certezza che sia Dio a volerci parlare per farci entrare nelle dimensioni del suo disegno di amore e di salvezza. Se ascoltiamo attentamente la Parola potremo entrare in un rapporto vivo con il Padre, per lasciarci plasmare dal suo stesso "cuore". 

 

 

I PRESENTI

 

Nel teatro di questo brano spicca il contorno dei farisei e maestri della legge, venuti da ogni villaggio della Galilea, della Giudea, da Gerusalemme: praticamente da

 

ogni dove. Tenendo conto di come ci si spostava all'epoca (principalmente a piedi) e della distanza tra i luoghi citati, ci rendiamo conto della grande attrattiva esercitata

 

su di essi dalla fama dei gesti e delle parole di Gesù. Ma il loro punto di vista appare limitato, in questo e in altri episodi, dall'intenzione di mettere Gesù alle strette e

 

coglierlo in fallo.

 

 

COSA DICONO LE OPERE DI GESU’

 

Con la sua opera Gesù sta dicendo che non ci sono barriere tra gli uomini per accogliere l'amore gratuito del Padre, perché il suo regno è offerto a tutti. L’unica

 

condizione per essere raggiunti dall'amore di Dio è di accoglierlo.

 

La fede è questo: accoglienza, apertura all'amore di Dio che vuole raggiungerci e recuperarci. San Paolo ne farà il suo cavallo di battaglia.

 

 

COSA PARALIZZA

 

Anche nella condizione del paralitico, protagonista di questo episodio evangelico, individuiamo un secondo livello di lettura: il peccato ci paralizza. Il male che ci

 

portiamo dentro ci fa stare a terra, ci toglie la dignità. È il serpente, il maligno a strisciare, non l'uomo.

 

Il paralitico simboleggia perciò un uomo morto, condannato alla terra, mentre Dio vuole un uomo in pienezza, in piedi, nella sua piena dignità.

 

 

PERDONO - CANCELLAZIONE

 

Gesù dice al paralitico: «Uomo, ti sono perdonati i tuoi peccati». Possiamo anche tradurre: «Ti sono cancellati i tuoi peccati». Secondo la legge giudaica i peccati

 

possono essere perdonati soltanto da Dio e gli uomini per ottenere il suo perdono devono compiere un lungo percorso di sacrifici, ma questo non è il  Vangelo...

 

Il Vangelo scardina questa idea del dover fare qualcosa per farsi perdonare.

 

 

COSA CHIEDE GESU’

 

Gesù non chiede al paralitico se sia pentito delle sue colpe, non gli rimprovera i suoi peccati,  non  gli chiede un  atto  di contrizione e un percorso d'espiazione. Ciò

 

che gli interessa non è il passato dell'uomo, ma la sua situazione presente, il suo inaccettabile strisciare a terra a causa del male.

 

Per Dio non esiste il passato: di fronte a lui noi siamo un eterno presente, è come se fossimo nati in questo istante. Egli ci guarisce perché la sua gloria è che siamo

 

vivi, in pienezza: per questo cancella il male che ci portiamo dentro e che ci paralizza.

 

 

PERCHE’ VIVERE NEL PASSATO?

 

Quando viviamo del nostro passato, ci facciamo del male. E manchiamo di fede, perché non crediamo che Dio ci abbia riconciliato. Questa è la bestemmia contro lo

 

Spirito Santo di cui Gesù parla in Mt 12,31, l'unica che non potrà essere perdonata.

 

Se abbiamo questa tentazione,  leggiamo  ciò  che scrive  san Paolo in un bellissimo passaggio della lettera agli Efesini: prima dice che siamo ribelli, siamo stati

 

disgraziati seguendo le voglie della carne e i desideri cattivi; poi continua: «Ma Dio, ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amato, da morti che

 

eravamo per le colpe, ci ha fatto rivivere con  Cristo: per  grazia siete salvati. Con lui ci ha anche risuscitato e ci ha  fatto sedere  nei cieli,  in  Cristo  Gesù, per

 

mostrare nei secoli futuri  la straordinaria ricchezza della sua grazia mediante la sua bontà verso di noi in  Cristo  Gesù.  Per grazia infatti siete salvati mediante la

 

fede, e ciò non viene da voi, ma è dono di Dio, né viene dalle opere, perché nessuno possa vantarsene. Siamo infatti opera sua, creati in Cristo Gesù per le opere

 

buone, che Dio  ha  preparato perché  in  esse  camminassimo»  (Ef 2,1-10).

 

Non sono le opere a salvarci, ma la fede. La cancellazione dei peccati non dipende dall'uomo, al quale viene chiesta soltanto la disponibilità a lasciarsi guarire.

 

 

LA REAZIONE

 

Ma la reazione dei maestri della legge è ben diversa. A loro non interessa che una persona sia stata salvata: vedono solo un uomo, Gesù, che ha violato la legge

 

(perché solo Dio può togliere i peccati) e che quindi è un bestemmiatore  meritevole  di morte.

 

E Gesù, nell'impossibilità di dimostrare se i peccati siano stati effettivamente cancellati, quale testimonianza che ciò è avvenuto fa tornare a camminare il paralitico:

 

questo lo possono constatare tutti. Ed è una novità: in tutta la storia d'Israele non si era mai assistito alla guarigione di un  paralitico.

 

 

L’EX PARALITICO

 

Il paralitico risanato va «a casa sua, glorificando Dio» (v. 25). In questo andare a casa noi  cogliamo  non  solo l'immagine fisica  della sua abitazione: vuol dire che lui, 

 

prima ferito  nelle  relazioni  con tutti, finalmente è guarito in esse. Andare  a casa significa infatti tornare al cuore delle relazioni (anzitutto verso se stessi), riuscire

 

finalmente  a vivere  in maniera  sana gli  affetti, gli amori.

 

Egli ha compreso che in Gesù si manifesta la gloria di Dio, cioè il bene per l'uomo. Come dice il Salmo 103 (v. 3): «Egli perdona  tutte le tue colpe, guarisce tutte le tue

 

infermità».

 

Gesù lo ha fatto, manifestando  così il vero volto di Dio.

 

 

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ORATIO    Domando umilmente di poter essere coerente con le indicazioni emerse dalla meditatio. Esprimo fede, speranza, amore. La preghiera si estende e diventa preghiera per i propri amici, per la propria comunità, per la Chiesa, per tutti gli uomini. La preghiera si può anche fare ruminando alcune frasi del brano ripetendo per più volte la frase/i che mi hanno fatto meditare.

 

Se dovessi scegliere

 
una reliquia della tua Passione,


prenderei proprio quel catino


colmo d'acqua sporca


Girare il mondo con quel recipiente


e ad ogni piede


cingermi dell'asciugatoio


e curvarmi giù in basso


non alzando mai la testa oltre il polpaccio


per non distinguere


i nemici dagli amici,

 

e lavare i piedi del vagabondo,

 

dell'ateo, del drogato,

 

del carcerato, dell'omicida,

 

di chi non mi saluta più,

 

di quel compagno per cui non prego mai,

 

in silenzio

 

finché tutti abbiano capito nel mio

 

 il tuo amore.

 

(Madeleine Delbrel)

 

ubi caritas et amor

 

Deus ibi est

 

 

CONTEMPLATIO     Avverto il bisogno di guardare solo a Gesù, di lasciarmi raggiungere dal suo mistero, di riposare in lui, di accogliere il suo amore per noi. È l’intuizione del regno di Dio dentro di me, la certezza di aver toccato Gesù.

 È Gesù che ci precede, ci accompagna, ci è vicino, Gesù solo! Contempliamo in silenzio questo mistero: Dio si fa vicino ad ogni uomo!

 

Per Cristo, con Cristo e in Cristo a te, Dio Padre Onnipotente,

nell’unità dello Spirito Santo, ogni onore e gloria per tutti i secoli dei secoli.

Amen

 

 

ACTIO     Mi impegno a vivere un versetto di questi brani, quello che mi ha colpito di più.

Si compie concretamente un’azione che cambia il cuore e converte la vita. Ciò che si è meditato diventa ora vita!

Prego con la Liturgia delle Ore, l’ora canonica del giorno adatta al momento.

Concludo il momento di lectio recitando con calma la preghiera insegnataci da Gesù: Padre Nostro...

Arrivederci!

 

(spunti da una riflessione di don Paolo Scquizzato)