RITIRO ON LINE - marzo 2022     










Venero la Parola di Dio, l’Icona ed il Crocifisso. Traccio sulla mia persona il Segno della mia fede, il Segno della Croce, mi metto alla presenza del Signore che vuole parlarmi. 

 

 

Oltre questi giorni messi in croce.

Oltre il “sempre uguale” che non passa.

Oltre la fatica di non vedere mai la fine.

Tu, mio Dio, mi doni un orizzonte,

una vita colorata di speranza,

un respiro d’infinito

finalmente senza affanni.

Oltre…

(Un minuto con Dio)

 Veni, Sancte Spiritus, Veni, per Mariam.

 

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LE DONNE NEI VANGELI

 

“La rilettura biblica a partire dai nostri corpi “lunatici” deve ri-cordare, far tornare al corpo, al cuore, alla memoria e al desiderio le parole sperimentate , dette e cantate che stanno “dietro le parole” della scrittura. A partire dal mio corpo “lunatico” di donna, da tutti i nostri corpi “lunatici” di donne, voglio scrivere dei racconti che riscattino le nostre voci ammutolite”

(Maria Soave Buscemi, missionaria laica e biblista, “Le tredici lune” – ed. Emi)

 

 

   

 

 

 

 

 

 

 

 

LECTIO Apro la Parola di Dio e leggo in piedi i brani che mi vengono proposti.  

21Essendo Gesù passato di nuovo in barca all’altra riva, gli si radunò attorno molta folla ed egli stava lungo il mare.

25Ora una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni 26e aveva molto sofferto per opera di molti medici, spendendo tutti i suoi averi senza alcun vantaggio, anzi piuttosto peggiorando, 27udito parlare di Gesù, venne tra la folla e da dietro toccò il suo mantello. 28Diceva infatti: «Se riuscirò anche solo a toccare le sue vesti, sarò salvata». 29E subito le si fermò il flusso di sangue e sentì nel suo corpo che era guarita dal male.

30E subito Gesù, essendosi reso conto della forza che era uscita da lui, si voltò alla folla dicendo: «Chi ha toccato le mie vesti?». 31I suoi discepoli gli dissero: «Tu vedi la folla che si stringe intorno a te e dici: “Chi mi ha toccato?”». 32Egli guardava attorno, per vedere colei che aveva fatto questo. 33E la donna, impaurita e tremante, sapendo ciò che le era accaduto, venne, gli si gettò davanti e gli disse tutta la verità. 34Ed egli le disse: «Figlia, la tua fede ti ha salvata. Va’ in pace e sii guarita dal tuo male».

(Mc 5,21.25-34)

 

 

MEDITATIO   Seduto, rileggo la Parola per più volte, lentamente. Anche la lettura della Parola di Dio è preghiera. Siamo entrati in quella zona più sacra e più lunga del nostro Ritiro On Line: il grande silenzio! Il protagonista è lo Spirito Santo.

 Il modo migliore per assaporare un brano delle Scritture è accoglierlo in noi come un cibo nutriente per il nostro spirito, è avere la certezza che sia Dio a volerci parlare per farci entrare nelle dimensioni del suo disegno di amore e di salvezza. Se ascoltiamo attentamente la Parola potremo entrare in un rapporto vivo con il Padre, per lasciarci plasmare dal suo stesso "cuore"

 

 

LA DONNA CHE SANGUINAVA

 

Di corpi e di resurrezione

La primavera sta arrivando impetuosa e ostinata. Il cielo si colora d’azzurro e un venticello freddo e allegro spettina i miei capelli, accarezza la mia pelle e risveglia in  me il sogno, la possibilitá e il desiderio...

Mi piace camminare per le strade della mia cittá, così, lentamente. Adoro passeggiare, alla fine del pomeriggio, di fronte alla cattedrale.

c’è un albero di mimosa fiorita. Il suo profumo accarezza l’aria ed è un regalo di piacere per le mie narici, rallegra il mio corpo dopo una giornata di lavoro.

Nella discesa di Lomba Seca, nel bairro Ipiranga, ci sono una pianta di prugne e un pesco, pieni di fiori. I fiori bianchi e rosa sono una carezza per gli occhi dei bambini che corrono e scherzano sulla strada Bom Jesus.

In primavera la vita toma ad essere viva. I nostri occhi si alzano dal pavimento duro e triste del quotidiano. In primavera guardiamo il cielo, i colori, e il sogno torna ad essere possibile. Un sorriso abbellisce, improvvisamente, il nostro viso.

In primavera, gli occhi pieni di vergogna delle donne si alzano, accogliendo la vita che rinasce, alla ricerca dell’amore.

 

Pomeriggio di primavera

Probabilmente era un pomeriggio di primavera. Il mare di Galilea portava il profumo avvolgente dell’acqua, delle storie di marinai e miracoli, di amori e di pesca. Gesù era sulla riva del mare, una gran folla lo seguiva, lo stringeva e spingeva da ogni lato.

Era un pomeriggio di primavera. Una donna alzò gli occhi e percepì i piccoli germogli degli alberi di fichi, il profumo caldo delle olive, e il desiderio di una vita più viva si risvegliò in lei.

È orribile sentirsi impura a primavera. La legge degli uomini considerava sporca, impura, una donna affetta da emorragie, con perdita di sangue. È orribile essere considerata impura per il fatto di essere donna e di perdere sangue. È orribile non poter abbracciare, fare carezze, per non trasmettere l’impurità alle persone che riceveranno l’abbraccio e la carezza. . . È orribile essere considerata peccatrice e separata da Dio. . .

Essere impura significava stare nel peccato, stare fuori dalla celebrazione, dal tempio e dalla salvezza. Legge che Gesù conosceva molto bene.

In quel pomeriggio di primavera, la donna che sanguinava alzò gli occhi e capì che i potenti, attraverso leggi ingiuste, potevano strappare tutti i fiori, ma non potevano distruggere la primavera.

La donna capì che, dentro il suo corpo, la vita poteva tornare ad essere vita viva e gioiosa.

Alzò gli occhi, cominciò a chiedere spazio per camminare in mezzo alla folla.

Gesù conosceva la legge dell’impurità (Levitico 15,19ss). Gesù era uomo e giudeo.

Una gran folla seguiva Gesù e lo spingeva da tutti i lati, molti corpi, molte strette di mano, molte richieste. . .

All’improvviso, fra tanti corpi e strette di mano, Gesù sentì un tocco.

Un tocco dolce di una persona a cui piaceva la vita e che voleva, in quel pomeriggio di primavera, tornare a dare carezze e abbracciare.

Qualcosa cambiò in Gesù. L'antica paura della legge del tempio si sciolse come un pupazzo di sale si scioglie nel mare. E Gesù volle cercare, in mezzo alla folla, gli occhi brillanti della donna che lo aveva toccato.

Gli occhi della donna che, col suo tocco dolce, aveva allontanato la paura  della legge  del tempio.  La donna che aveva fatto tornare a sorridere il corpo di Gesù.

  

Il sangue delle donne

Il profumo della vita che sempre ha l’ultima parola era nell'aria. Una donna ebbe il coraggio di alzare gli occhi     e capì che il sogno della vita degna poteva essere realtà. Volle tornare ad avere il diritto di abbracciare. Non le importò della legge degli uomini, della legge del tempio.

La  donna toccò Gesù con dolcezza. E Gesù sentì che la paura della legge degli uomini se ne era andata. Gesù si sentì libero e disse: «Donna, non sono stato io a curarti. La tua fede nella vita, nella possibilità che la vita abbia l’ultima parola, il tuo coraggio di alzare gli occhi e lottare ti ha curato e mi ha curato. Va’ in pace».

Era il tramonto di un giorno di primavera. Gesù, sulla riva del mare di Galilea, ascoltava il rumore delle onde.

Guardava il sole tramontare, un mare rosso che abbracciava l’azzurro. Rosso come il sangue di quella donna, tanto buono, che portava vita e pace. Non sempre il sangue significa croce e spada. Quella donna, quel tocco, insegnarono a Gesù che il sangue delle donne è vita e dolcezza. Gesù ringraziò il Padre per la vita, per la primavera, per il profumo del mare e dei fiori e per quel tocco. . .

 

E io ringrazio il Padre per la missione di essere donna. Per tutte le donne che hanno il coraggio di esigere vita e vita degna.

Per tutte le donne che fanno, con dolcezza e tenerezza, nuove relazioni, ricreano il potere, reinventano la cura. .. Io credo nella resurrezione del corpo . . .

 

 

 

 

ORATIO Domando umilmente di poter essere coerente con le indicazioni emerse dalla meditatio. Esprimo fede, speranza, amore. La preghiera si estende e diventa preghiera per i propri amici, per la propria comunità, per la Chiesa, per tutti gli uomini. La preghiera si può anche fare ruminando alcune frasi del brano ripetendo per più volte la frase/i che mi hanno fatto meditare.

 
Ma come si fa
a vivere senza cielo?
Come si fa a vivere
senza una speranza,
senza un sogno,
senza un grappolo di colori?
Tu per me ci sei sempre, mio Dio
Come si fa a vivere
senza una preghiera
capace di bucare le nuvole?
Ma come si fa
a vivere senza Te?
(Patrizio Righero)

  

 

 

 

 

 

 

 

 

CONTEMPLATIO     Avverto il bisogno di guardare solo a Gesù, di lasciarmi raggiungere dal suo mistero, di riposare in lui, di accogliere il suo amore per noi. È l’intuizione del regno di Dio dentro di me, la certezza di aver toccato Gesù. È Gesù che ci precede, ci accompagna, ci è vicino, Gesù solo! Contempliamo in silenzio questo mistero: Dio si fa vicino ad ogni uomo!

 

Per Cristo, con Cristo e in Cristo a te, Dio Padre Onnipotente, 

nell’unità dello Spirito Santo, ogni onore e gloria per tutti

i secoli dei secoli.  Amen

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ACTIO     Mi impegno a vivere un versetto di questi brani, quello che mi ha colpito di più.

Si compie concretamente un’azione che cambia il cuore e converte la vita. Ciò che si è meditato diventa ora vita!  Prego con la Liturgia delle Ore, l’ora canonica del giorno adatta al momento.

Concludo il momento di lectio recitando con calma la preghiera insegnataci da Gesù: Padre Nostro...

Arrivederci!           

 

(tratto da “Le tredici lune” di M. S. Buscemi)

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