RITIRO ON LINE
agosto - anno del Signore 2003
Tempo Ordinario
 
Ho intenzione di incontrare il Signore nella preghiera. Stampo il Ritiro on line di questo mese. Spengo il cellulare. Preparo accuratamente i posti e i segni.

Venero la Parola di Dio, l’Icona ed il Crocifisso.

Traccio sulla mia persona il Segno della mia fede, il Segno della Croce, il Segno che mi è stato donato nel Battesimo e che mi contraddistingue come cristiano.

“Accogliendo ora la sua Croce gloriosa, quella Croce che ha percorso insieme ai giovani le strade del mondo, lasciate risuonare nel silenzio del vostro cuore questa parola consolante ed impegnativa: <Beati…>”.
[XVII GMG Toronto, Festa di accoglienza dei giovani, Discorso del Santo Padre, 25 Luglio 2002]

Invoco lo Spirito Santo:

Spirito di Dio,
fa' della tua Chiesa
un roveto che arde di amore per gli ultimi.
Alimentane il fuoco col tuo olio,
perché l'olio brucia anche.
Da' alla tua Chiesa tenerezza e coraggio,
lacrime e sorrisi.
Rendila spiaggia dolcissima
per chi è solo e triste e povero.
Disperdi la cenere dei suoi peccati.
Fa' un rogo delle sue cupidigie.
E quando, delusa dei suoi amanti,
tornerà stanca e pentita a Te,
coperta di fango e di polvere
dopo tanto camminare,
credile se ti chiede perdono.
Non la rimproverare.
Ma ungi teneramente
le membra di questa sposa di Cristo
con le fragranze del tuo profumo
e con l'olio di letizia.
E poi introducila,
divenuta bellissima senza macchie e senza rughe,
all'incontro con Lui
perché possa guardarlo negli occhi senza arrossire,
e possa dirgli finalmente: "Sposo mio".
(don Tonino Bello, Vescovo)

Contemplo i segni della Passione che sono impressi nel Crocifisso.

“Raccolti intorno alla Croce del Signore, guardiamo a Lui…”
[XVII GMG Toronto, Festa di accoglienza dei giovani, Discorso del Santo Padre, 25 Luglio 2002]

LECTIO      Apro la Parola di Dio e leggo in piedi il brano del Vangelo di Marco (Mc  14,3-9)

    3 Gesù si trovava a Betània nella casa di Simone il lebbroso. Mentre stava a mensa, giunse una donna con un vasetto di alabastro, pieno di olio profumato di nardo genuino di gran valore; ruppe il vasetto di alabastro e versò l’unguento sul suo capo.

4 Ci furono alcuni che si sdegnarono fra di loro: “Perché tutto questo spreco di olio profumato? 5 Si poteva benissimo vendere quest’olio a più di trecento denari e darli ai poveri! ”. Ed erano infuriati contro di lei.

 6 Allora Gesù disse: “Lasciatela stare; perché le date fastidio? Ella ha compiuto verso di me un’opera buona; 7 i poveri infatti li avete sempre con voi e potete beneficarli quando volete, me invece non mi avete sempre. 8 Essa ha fatto ciò ch’era in suo potere, ungendo in anticipo il mio corpo per la sepoltura.

9 In verità vi dico che dovunque, in tutto il mondo, sarà annunziato il vangelo, si racconterà pure in suo ricordo ciò che ella ha fatto”.

Parola del Signore





Il Vangelo si legge con la penna e non soltanto con gli occhi! “Lettura” vuol dire leggere il testo sottolineando in modo da far risaltare le cose importanti.
Occorre che risultino bene le azioni che vengono descritte, l’ambiente in cui avviene il fatto, il soggetto che agisce e chi riceve l’azione.
È un’operazione facilissima, che però va fatta con la penna e non soltanto pensata.


 

MEDITATIO      Seduto, rileggo la Parola per più volte, lentamente. Anche la lettura della Parola di Dio è preghiera. Siamo entrati in quella zona più sacra e più lunga del nostro Ritiro on line: “Il Grande Silenzio”! “Il Grande Silenzio” della Meditatio deve durare almeno 30 min.

I capitoli 14-15 di Marco costituiscono l’unità letteraria più ampia e antica che il Vangelo ci conserva, in funzione del quale è stato scritto il Vangelo stesso. La passione di Gesù, che ci è tramandata per esteso e in forma di narrazione continua, fu e resta, per i discepoli di allora e di sempre, il fatto più sconcertante, il primo interrogativo cui occorreva trovare una risposta , anche e soprattutto dopo la risurrezione.

L’unzione di Gesù da parte di una donna è presente in tutti gli evangelisti. Luca solo riporta la scena non a Betania. Lo stile di Marco balza subito all’occhio nella vivacità e concretezza del racconto. Le sue riflessioni affiorano nel denso significato delle parole ed in qualche aggiunta. La donna mostra d’intuire profondamente l’assoluta preminenza di Gesù al di sopra di tutto e tutti: di fonte a lui che, andando in croce, sta compiendo il più grande gesto d’amore, non bastano più i comuni criteri di comportamento. Mosso dalla stessa intuizione profonda, sarà il proposito delle donne che, il mattino di Pasqua, andranno al sepolcro per ungere il corpo di Gesù (cfr 16, 1). Tutto il racconto della passione rimane incluso tra questi due gesti di unzione, pieni di fede e di amore.
 

Ø v 3:
- a Betania nella casa di Simone il lebbroso: questa precisazione, insolita in Marco, rivela l’attenzione nella sua mente per l’episodio che sta per narrare. Simone era un tale che era lebbroso e dall’incontro con Gesù esce risanato.
Siamo pronti all’incontro con il Signore? Ci ricordiamo i particolari dell’incontro che abbiamo avuto con lui? Usciamo risanati dall’incontro con lui?

- giunse una donna: non viene dato nome a questa donna né in Matteo né in Marco. È interessante notare che, nella passione, la presenza di donne diventa ancora più importante. Se la vedova povera chiude la parte del Vangelo che presenta Gesù e il suo ministero tra gli uomini, la donna di Betania apre il racconto della passione. Il contesto è un pasto.
Posso dare il mio nome alla donna? Sono discreto a fare il bene come questa donna?

- con un vasetto di alabastro: la successione delle parole sottolinea marcatamente la preziosità del dono portato dalla donna.
Quali sono le cose più preziose che abbiamo? Portiamo al Signore solo le cose più preziose? Portiamo anche i nostri peccati?

- sul suo capo: Matteo e Marco presentano il gesto della donna come un’unzione sacra, come venivano consacrati i re, i profeti ed i sacerdoti nell’AT. Gesù, nel suo ministero come “messia”, unto per eccellenza, era già stato riconosciuto come re e profeta, in quanto figlio di Davide. Quest’unzione è fatta in silenzio dalla donna.
Ungiamo il Signore con le nostre preghiere e con i nostri atti di carità? Ungiamo il Signore nelle sue ferite? Siamo anche noi unti, amati dal Signore? Ci lasciamo amare dal Signore?

Ø v 8: ciò che era in suo potere: questa frase è riportata solo da Marco ed è molto simile ad un’espressione contenuta nel brano della vedova povera. In contrasto con l’atteggiamento dei potenti e dei ricchi, le due donne sono icona del discepolo fedele, che comprende il significato della morte di Gesù e lo proclama con il suo comportamento.
Faccio tutto quanto è in mio potere per amare e farmi amare dal Signore come discepolo? Quale atteggiamento assumo: la critica non motivata e che divide o l’amore e la bontà a qualunque costo?
 

La donna di Betania, esempio per i battezzati

 Leggiamo più avanti in questa stessa lezione del Vangelo: "Stando egli a Betania in casa di Simone il lebbroso, e mentre era a tavola, venne una donna con un vasetto di alabastro di profumo di nardo puro" (Mc 14,3). Questa donna interessa in modo speciale voi, che state per ricevere il battesimo. Essa ha rotto il suo vasetto, affinché Cristo faccia di voi tanti cristi, cioè unti. Ecco infatti quanto sta scritto nel Cantico dei Cantici: "Un profumo olezzante è il tuo nome, per questo ti hanno desiderato le donzelle; corriamo dietro a te, nell’odore del tuo profumo" (Ct 1,2). Finché il profumo era rinchiuso e non si diffondeva, finché Dio era conosciuto soltanto in Giudea e soltanto in Israele era grande il suo nome (cf. Sal 75,2), le donzelle non seguivano Gesú. Ma quando il suo profumo si diffonde in tutta la terra, le giovani anime dei credenti seguono il Salvatore.
 «Stando egli a Betania in casa di Simone il lebbroso». Nella nostra lingua, Betania significa “casa dell’obbedienza”. E perché la dimora di Simone il lebbroso è in Betania, cioè nella casa dell’obbedienza? E che cosa faceva il Signore nella casa del lebbroso? Ma egli era venuto nella casa del lebbroso per purificarlo. È detto lebbroso, non perché lo è ancora, ma perché lo è stato. Era lebbroso prima di ricevere il Signore: ma dopo aver ricevuto il Signore, dopo che il vasetto di unguento è stato aperto, la lebbra è scacciata. Egli mantiene il nome che aveva prima, per ricordare il miracolo del Salvatore. Per lo stesso motivo anche gli apostoli conservano i loro vecchi nomi, perché sia manifesto il potere di chi li chiamò e li fece diventare apostoli: per questo Matteo, che era stato pubblicano e divenne poi apostolo, viene chiamato pubblicano anche dopo essere divenuto apostolo; non perché era ancora pubblicano, ma perché da pubblicano fu trasformato in apostolo. Resta insomma il nome antico perché sia manifesto il potere del Signore: così anche Simone è chiamato con l’antico nome di lebbroso per ricordare che è stato guarito dal Signore.
 «Venne una donna con un vasetto di alabastro di profumo». I farisei e gli scribi stanno nel tempio, e non hanno il profumo: questa donna è fuori del tempio e porta il profumo, porta il nardo, un vasetto di nardo con cui è confezionato il suo profumo. Anche voi fedeli, che siete chiamati, siete come un profumo di nardo. La Chiesa, raccolta tra tutte le genti, offre infatti ai Salvatore i suoi doni, cioè la fede dei credenti. Essa rompe il vasetto di alabastro, affinché tutti ricevano il profumo, si rompe il vasetto, che prima in Giudea era tenuto rigorosamente chiuso. Si apre il vasetto, ripeto: come il chicco di grano non fa frutti se non è sepolto e marcisce in terra, così se non viene aperto il vasetto di alabastro, non potremo essere unti (cf. Gv 12,24).
 "E glielo versò sul capo" (Mc 14,3). Questa donna che rompe il vasetto di alabastro e versa il profumo sul suo capo, non è la stessa donna, di cui si parla in un altro Vangelo, che lavò i piedi del Signore (cf. Lc 7,37). Quella, che era una prostituta e una peccatrice, abbraccia soltanto i piedi; questa, quasi santa gli abbraccia il capo. Quella, come prostituta, bagna con le sue lacrime i piedi del Salvatore e li asciuga con i capelli: sembra che lavi con le lacrime i piedi del Signore, ma in realtà lava i suoi peccati. I sacerdoti e i farisei non baciano il Signore; invece questa donna gli bacia i piedi. Fate anche voi così, voi che state per ricevere il battesimo, poiché tutti siamo sotto il peccato e "nessuno è senza peccato, anche se la sua vita è durata un solo giorno" (Gb 14,4) "e contro i suoi angeli - ciascuno - oppone qualcosa di perverso (ibid.)". Fate anche voi così: dapprima abbracciate i piedi del Salvatore, lavateli con le lacrime asciugateli con i capelli, e quando avrete fatto questo, innalzatevi alla sua testa.

 (Girolamo, Comment. in Marc., 10)

(by don Pierluigi)
 
 

La meditazione non è fine a se stessa, ma tende a farmi entrare in dialogo con Gesù, a diventare preghiera.
 
 

ORATIO     Domando umilmente di poter essere coerente con le indicazioni emerse dalla meditatio. Esprimo fede, speranza, amore. La preghiera si estende e diventa preghiera per i propri amici, per la propria comunità, per la Chiesa, per tutti gli uomini. La preghiera si può anche fare ruminando alcune frasi del brano ripetendo per più volte la frase/i che mi hanno fatto meditare. Se sei in difficoltà, prega così:
 
 

Ero lungo la strada,
battuta dal vento gelido
e sedevo per terra appesantito dalla noia,
vestito come un misero straccione.
Tu, Signore, sei passato, mi hai guardato
e i nostri occhi si sono incontrati.
I miei erano come spenti,
ma i tuoi erano luminosi come il sole.
Tu mi hai preso per mano e mi hai voluto con te.
Non ti conoscevo e nulla sapevo di te.
Potevi prenderti uno che ti conosceva,
uno meno sporco di me,
uno meno sbagliato di me.
Invece, no: hai voluto proprio me.
Non so proprio cosa hai visto
di interessante in me!
Non te lo chiedo nemmeno
tanto so che non valgo niente.
Eppure hai scelto proprio me,
ultimo fra gli ultimi,
per farmi diventare
un capolavoro del tuo cuore.
Come non ringraziarti, Signore,
ora che, con te, la vita
mi è diventata più preziosa
di mille pezzi d'oro fino?
Ora che i miei stracci sono cambiati in una veste regale
e da uomo insignificante e inutile
sono diventato cellula viva
del tuo corpo, pieno di affascinante mistero,
come non cantare la tua lode,
come non adorarti presente e operante in me?
Amen.




CONTEMPLATIO     Si avverte il bisogno di guardare solo a Gesù, di lasciarsi raggiungere dal suo mistero, di riposare in lui, di accogliere il suo amore per noi. È l’intuizione del regno di Dio dentro di me, la certezza di aver toccato Gesù.

È Gesù che ci precede, ci accompagna, ci è vicino, Gesù solo! Contempliamo in silenzio questo mistero: Dio si fa vicino ad ogni uomo!

Contemplo ed adoro, in ginocchio, il Crocifisso, segno della Risurrezione.
 
 

ACTIO     Mi impegno a vivere un versetto di questo brano, quello che mi ha colpito di più nella meditatio, che ho ripetuto nell’oratio, che ho vissuto come adorazione e preghiera silenziosa nella contemplatio e adesso vivo nell’actio.

Si compie concretamente un’azione che cambia il cuore e converte la vita. Ciò che si è meditato diventa ora vita!
 

Prego con la Liturgia della Ore, l’ora canonica del giorno adatta al momento.

Concludo il momento di lectio recitando con calma la preghiera insegnataci da Gesù: Padre Nostro...
 
 

Arrivederci!