RITIRO ON LINE
dicembre - anno del Signore 2003
 
 

Ho intenzione di incontrare il Signore nella preghiera. Stampo il Ritiro On Line di questo mese. Spengo il cellulare. Preparo accuratamente i posti e i segni.

Venero la Parola di Dio, l’Icona ed il Crocifisso.

Traccio sulla mia persona il Segno della mia fede, il Segno della Croce, il Segno che mi è stato donato nel Battesimo e che mi contraddistingue come cristiano.

“Accogliendo ora la sua Croce gloriosa, quella Croce che ha percorso insieme ai giovani le strade del mondo, lasciate risuonare nel silenzio del vostro cuore questa parola consolante ed impegnativa: <Beati…>”.
[XVII GMG Toronto, Festa di accoglienza dei giovani, Discorso del Santo Padre, 25 Luglio 2002]

Invoco lo Spirito Santo:

Spirito santo,
che il Padre concede a coloro che credono in Gesù,
riempi di te la nostra vita.
Tu, vivente in noi, ci darai occhi per vedere,
orecchie per ascoltare, cuore per convertirci, bocca per lodare Dio
e annunciare le sue meraviglie al mondo.

Spirito santo,
tu sei il dono promesso da Gesù risorto per essere suoi testimoni.
Spirito santo,
tu sei l’atteso dagli apostoli da Maria e dalle donne che seguirono Gesù.
Spirito santo,
tu vieni a riempire i cuori della tua presenza.

Spirito santo,
tu trasformi i dubbi e i timori colmandoli di gioiosa speranza.
Spirito santo,
tu dai il potere di esprimerci e di essere compresi.
Spirito santo,
tu fai realizzare la vera comunione e comunicazione.
 

Spirito santo,
tu doni il coraggio di annunziare Gesù Cristo, morto e risorto.
Spirito santo,
tu sciogli la nostra lingua perché possiamo proclamare le meraviglie di Dio.
Spirito santo,
tu fai camminare la Chiesa nel timore del Signore.

Spirito santo,
tu consoli la Chiesa, donandole pace.
Spirito santo,
tu guidi i singoli passi del nostro cammino.
Spirito santo,
tu concedi l’intelligenza per riconoscere la verità e denunciare l’errore.

Spirito santo,
tu riempi di gioia coloro che annunciano la Parola con sincerità.
Spirito santo,
tu guidi la tua Chiesa a scelte sapienti, animate dalla carità.
Spirito santo,
tu crei i profeti e li doni alla Chiesa.

Spirito santo,
tu hai parlato per mezzo dei profeti,
ora parli per mezzo dei credenti in Gesù.
Spirito santo,
vieni e trasforma la parola umana in annuncio fedele del Regno.

Amen


Contemplo i segni della Passione che sono impressi nel Crocifisso.

“Raccolti intorno alla Croce del Signore, guardiamo a Lui…”
[XVII GMG Toronto, Festa di accoglienza dei giovani, Discorso del Santo Padre, 25 Luglio 2002]
 

 
LECTIO      Apro la Parola di Dio e leggo in piedi il brano – (Geremia 1, 1-10)

1 Parole di Geremia figlio di Chelkia, uno dei sacerdoti che dimoravano in Anatòt, nel territorio di Beniamino. 2 A lui fu rivolta la parola del Signore al tempo di Giosia figlio di Amon, re di Giuda, l’anno decimoterzo del suo regno, 3 e quindi anche al tempo di Ioiakìm figlio di Giosia, re di Giuda, fino alla fine dell’anno undecimo di Sedecìa figlio di Giosìa, re di Giuda, cioè fino alla deportazione di Gerusalemme avvenuta nel quinto mese.

 4 Mi fu rivolta la parola del Signore:

 5 “Prima di formarti nel grembo materno, ti conoscevo,
 prima che tu uscissi alla luce, ti avevo consacrato;
 ti ho stabilito profeta delle nazioni”.

                         

 6 Risposi: “Ahimè, Signore Dio, ecco io non so parlare,
 perché sono giovane”.
 7 Ma il Signore mi disse: “Non dire: Sono giovane,
 ma và da coloro a cui ti manderò
 e annunzia ciò che io ti ordinerò.
 8 Non temerli,
 perché io sono con te per proteggerti”.
 Oracolo del Signore.
 9 Il Signore stese la mano, mi toccò la bocca
 e il Signore mi disse:
 “Ecco, ti metto le mie parole sulla bocca.
 10 Ecco, oggi ti costituisco
 sopra i popoli e sopra i regni
 per sradicare e demolire,
 per distruggere e abbattere,
 per edificare e piantare”.

Parola di Dio
 

La Parola di Dio scritta nella Bibbia si legge con la penna e non soltanto con gli occhi! “Lettura” vuol dire leggere il testo sottolineando in modo da far risaltare le cose importanti.
È un’operazione facilissima, che però va fatta con la penna e non soltanto pensata.

 

MEDITATIO    Seduto, rileggo la Parola per più volte, lentamente. Anche la lettura della Parola di Dio è preghiera. Siamo entrati in quella zona più sacra e più lunga del nostro Ritiro On Line: “Il Grande Silenzio”!

I profeti illuminano la rivelazione successiva: i profeti sono in attesa del Salvatore, Colui che deve venire, l’Emmanuele, Gesù Cristo, Figlio di Davide.

«Sì, io sento le grida di una donna in doglie, nel dolore del primo parto. Grida della figlia di Sion, che geme e che tende le mani: "Guai a me, che sono per finire sotto i colpi degli omicidi"» (Ger 4,31).

Qui c'è tutto Geremia. La sofferenza del suo popolo (personificato in questa « figlia di Sion », cioè Gerusalemme) è la sua. Egli sa che il suo popolo, come popolo, deve morire: dovrà, dirglielo lui,. da, parte di Dio, senza mezzi termini. Ma sarà perché nasca un popolo nuovo, il popolo della «nuova alleanza», che adorerà Dio «in spirito e verità». Il libro di Geremia è tutto pieno di gioia e di speranza. Ma, per lui personalmente, essa non è mai stata altro che certezza e sogno.

La «vocazione» di Isaia è straordinaria: abbagliato nel Tempio, da Dio, dai Cherubini ha la spontaneità del gran signore, pronto a offrirsi alle responsabilità.
Nulla di tutto questo in Geremia. In lui tutto è semplice. Lo si direbbe un uomo abituato a entrare in contatto con Dio, nella sua vita intima, senza visioni straordinarie. Nel loro dialogo, Dio e il suo profeta sembrano trattare da pari a pari e parlarsi come un amico parla all'amico.

Geremia, sacerdote di un piccolo villaggio vicino a Gerusalemme, timido e sensibile, è fatto per la vita di famiglia, per amare ed essere riamato… Ma ormai sulla bocca di lui non ci saranno più parole sue, ma la parola creatrice di Dio! Parola che avrà un'eco sulle nazioni e sui regni. Parola che distrugge il peccato e colui che vi è attaccato: «per strappare e distruggere». Ma anche parola creatrice: «per edificare e piantare». Isolato, umanamente povero… ha un'unica certezza: «Io sono con te», gli ha detto Jahvé. Geremia è un testimone, di fronte al mondo, di quanto può fare Dio con un « povero » che si abbandona al suo amore. In questo, Geremia è il modello e la prima realizzazione di quel tipo di povertà spirituale, di cui sarà dato un giorno il programma nel Magnificat. Vediamo il brano.

Ø vv 1-4: la precisione in cui si apre il libro di Geremia è sconcertante. La presentazione sua e del momento storico fa vedere che l’esperienza di Dio fatta da Geremia era fondamentale nella sua vita. L’esperienza di Dio cambia la vita e non si può dimenticare nemmeno un particolare. L’esperienza di Dio è la sua Parola per Geremia.

Quando il Signore è venuto nella mia vita? Mi ricordo dei particolari? Quando il Signore ha rivolto a me le sue Parole? In che modo? Prova a rivivere la scena.

Ø v 5: questo versetto richiama il Sal 139 (138). “Conoscere” da parte del Signore equivale a scegliere e predestinare. Geremia “è consacrato”, separato, messo a parte per il ministero profetico.

Permetto a Dio di conoscermi? Sono consapevole del fatto che Dio mi conosce da prima che nascessi? Accetto questa conoscenza da parte di Dio o mi sembra qualcosa che mi limita?

Ø vv 6-8: ecco la resistenza che fanno tutti gli uomini e le donne della Bibbia di fronte a Dio che li chiama. Da Abramo a Maria di Nazareth ed anche oltre, tutti hanno fatto resistenza, per la missione che viene a loro affidata.

Quando sento di essere chiamato da Dio? Come Geremia, penso di essere inadatto a rispondere alla sua chiamata? Quali sono i motivi che mi trattengono nel rispondere alla sua parola? Sono pronto a fidarmi di Dio come lui mi chiede di fare?

Ø vv 9-10: la missione che viene affidata a Geremia è descritta, in sintesi, in queste righe. Come Isaia, Geremia ha la consapevolezza di essere inadatto alla missione. Come Isaia, il Signore mette le sue parole sulla bocca di Geremia e lo consacra profeta.

Sono pronto a privarmi delle mie parole per annunciare la Parola di Dio? Sono pronto ad accettare la missione che Dio mi chiede di compiere? Riesco a sentirmi inviato di Dio nei vari momenti della mia vita?

 

Dai Padri della Chiesa:    (by don Pierluigi)

All’inizio, cominciando la preghiera, si devono elevare con tutte le proprie forze lodi a Dio, per mezzo di Cristo, glorificato nello Spirito Santo, che è con lui. Dopo di ciò, ognuno farà seguire ringraziamenti generali, pensando ai benefici elargiti a tanti uomini e quelli personali ricevuti da Dio. Dopo il ringraziamento, mi sembra che si debbano accusare con severità, davanti a Dio, i propri peccati, supplicando lui di salvarci e liberarci dallo stato in cui quelli ci hanno condotto, e anche di perdonarci le colpe commesse. Dopo la confessione dei peccati, si chiederanno i doni sublimi, celesti, particolari e collettivi, per i parenti e gli amici. E in tutto ciò la preghiera deve risuonare come lode continua a Dio per mezzo di Cristo nello Spirito Santo.

 Origene, La preghiera, 33,1


“E passò la notte in preghiera a Dio” (Lc 6,12). Ecco che ti viene indicato un esempio, ti viene offerto un modello da imitare. Cosa non dovrai tu fare per la tua salvezza, mentre per te Cristo passa la notte in preghiera? Cosa ti conviene fare, quando vuoi intraprendere qualche opera buona, se consideri che Cristo, al momento di inviare gli apostoli, ha pregato, e ha pregato da solo? Se non mi sbaglio, in nessun luogo si trova che egli abbia pregato insieme con gli apostoli: ovunque egli prega da solo. Il disegno di Dio non può essere disturbato da desideri umani, e nessuno può essere partecipe dell’intimo pensiero di Cristo.

 Ambrogio, Commento al Vangelo di san Luca, 5,43


 

La meditazione non è fine a se stessa, ma tende a farmi entrare in dialogo con Gesù, a diventare preghiera.
 
 


ORATIO     Domando umilmente di poter essere coerente con le indicazioni emerse dalla meditatio. Esprimo fede, speranza, amore. La preghiera si estende e diventa preghiera per i propri amici, per la propria comunità, per la Chiesa, per tutti gli uomini. La preghiera si può anche fare ruminando alcune frasi del brano ripetendo per più volte la frase/i che mi hanno fatto meditare. Se sei in difficoltà, prega così:

Signore,
Tu mi chiami ed io ho paura di dire "sì",
Tu mi vuoi, ed io cerco di sfuggirti,
Tu mi domandi di invadere la mia vita,
ed io mi rifiuto.
E' anche perché io non vedo chiaro
tutto quello che Tu attendi da me.
Tu attendi un dono completo.
Io, a volte sono pronto a farlo,
ma poi mi "riprendo" ed esito,
considerando troppo quello che devo abbandonare.
Intanto Tu aspetti...
Sono incerto,...
Signore dammi la forza di non rifiutarti.

 

CONTEMPLATIO     Si avverte il bisogno di guardare solo a Gesù, di lasciarsi raggiungere dal suo mistero, di riposare in lui, di accogliere il suo amore per noi. È l’intuizione del regno di Dio dentro di me, la certezza di aver toccato Gesù.

È Gesù che ci precede, ci accompagna, ci è vicino, Gesù solo! Contempliamo in silenzio questo mistero: Dio si fa vicino ad ogni uomo!

Contemplo ed adoro, in ginocchio, il Crocifisso, segno della Risurrezione.
 


ACTIO     Mi impegno a vivere un versetto di questo brano, quello che mi ha colpito di più nella meditatio, che ho ripetuto nell’oratio, che ho vissuto come adorazione e preghiera silenziosa nella contemplatio e adesso vivo nell’actio.

Si compie concretamente un’azione che cambia il cuore e converte la vita. Ciò che si è meditato diventa ora vita!
 

Prego con la Liturgia della Ore, l’ora canonica del giorno adatta al momento.

Concludo il momento di lectio recitando con calma la preghiera insegnataci da Gesù: Padre Nostro...
 
 
 

Arrivederci!