RITIRO ON LINE
ottobre -  2005  

 


Siamo venuti per adorarlo

(Mt 2,2)

 

 

VENGA IL TUO REGNO

 

 

“Non si dice «Venga il tuo Regno» quasi che ora Iddio non regni effettivamente. Colui infatti a cui tutto il creato serve, è re per sempre e mai è privo della sua regalità… Noi chiediamo l’avvento del Regno del Signore, intendendo con tali parole quello che per fede e per grazia si instaura negli uomini” (S. Agostino)

 

 

“Signore…”

 

 

“Padre Nostro che sei nei cieli”

Mi sono sorpreso nel rivolgermi a Dio,

ripetendo l’invocazione “Padre”,

assaporandone la ricchezza di contenuto?

La coscienza di avere un Padre,

cui tutti siamo figli in Gesù,

mi ha spinto a dare ai miei rapporti con gli altri

un tono di più intensa e vera fraternità?

 

“Sia santificato il tuo nome”

Nella preghiera,

sono riuscito a mettere Dio e i suoi interessi

al centro della mia supplica?

Mi sono preoccupato di invocare

la santificazione del nome di Dio

nella mia vita

tramite un comportamento

che porti coloro che mi incontrano

a rendere gloria al Padre?

 

 

Introduzione:

 

 

La preghiera non s’improvvisa.

La preghiera non fiorisce se non trova un terreno adatto e questo va preparato con cura.

 

ü      Preparazione remota: se la nostra vita è abitualmente distratta, dispersa, dissipata in mille interessi banali e schiocchi, da assomigliare ad un “bazar” orientale in cui si trova di tutto, è molto difficile che in essa riesca trovar spazio la preghiera. Non c’è vero incontro con Dio nella preghiera senza uno sforzo continuato di comunione con Dio lungo il resto della vita.

 

ü      Preparazione prossima e immediata: sintonizzarsi con Dio, entrare in colloquio con lui, non è impresa semplice, né automatica. Prima di accingersi a pregare è necessario purificare, pacificare e raccogliere il proprio essere. Eliminare le tensioni, tonificare e svegliare le energie assopite ed appannate; riacquistare consapevolezza nel proprio agire: vivere presenti a se stessi; disciplinare e denutrire il chiacchiericcio della mente; mortificare l’ingordigia del proprio “io” superficiale, costantemente teso ad appagare i suoi desideri e le sue ambizioni. In una parola: affrancarsi dal ritmo mentale, dominato dalla frenesia, dall’interesse, dall’efficienza, per accordarsi al ritmo vitale, là dove domina il cuore con i suoi processi di tipo intuitivo-unitivo e la cui scansione non è artificialmente abbreviabile. Questo obiettivo non è raggiungibile se non ricorrendo alla disciplina del silenzio, della solitudine e della sobrietà. “Ciò che ci risulta più difficile è, in genere, ciò di cui abbiamo maggior bisogno”: questo è vero in vari ambiti della vita, ma è vero in particolare nella preghiera.

 

 

 

Ascolto della Parola di Dio

 

“Regno di Dio”: cosa si intende quando si usa quest’espressione, fra l’altro così frequentemente nella Bibbia, in particolare nel NT?

 

 

Þ     Il Regno di Dio a livello di creazione

 

Tua, Signore, è la grandezza, la potenza, la gloria, lo splendore e la maestà, perché tutto, nei cieli e sulla terra, è tuo. Signore, tuo è il regno; tu ti innalzi sovrano su ogni cosa. Da te provengono la ricchezza e la gloria; tu domini tutto; nella tua mano c’è forza e potenza; dalla tua mano ogni grandezza e potere. (1 Cr 29,11-12)

 

Poiché il regno è del Signore, egli domina su tutte le nazioni. (Sal 22,29)

 

Il Signore regna, tremino i popoli; siede sui cherubini, si scuota la terra. Grande è il Signore in Sion, eccelso sopra tutti i popoli. (Sal 99,1-2)

 

Il Signore ha stabilito nel cielo il suo trono e il suo regno abbraccia l’universo. (Sal 103,19)

 

Il tuo regno è regno di tutti i secoli, il tuo dominio si estende ad ogni generazione. (Sal 145,13)

 

 

 

Þ     Il Regno di Dio a livello di grazia e fede

 

È venuto

 

Mosè salì verso Dio e il Signore lo chiamò dal monte, dicendo: “Questo dirai alla casa di Giacobbe e annuncerai agli Israeliti: Voi stessi avete visto ciò che io ho fatto all’Egitto e come ho sollevato voi su ali di aquile e vi ho fatti venire fino a me. Ora, se vorrete ascoltare la mia voce e custodirete la mia alleanza, voi sarete per me la proprietà tra tutti i popoli, perché mia è tutta la terra! Voi sarete per me un regno di sacerdoti e una nazione santa. Queste parole dirai agli Israeliti. (Es 19,3-6)

 

Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù si recò nella Galilea predicando il vangelo di Dio e diceva: “Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al vangelo”. (Mc 1,14-15)

 

Ma se io scaccio i demòni per virtù dello Spirito di Dio, è certo giunto fra voi il regno di Dio. (Mt 12,28)

 

 

Viene

 

Il regno di Dio non viene in modo da attirare l’attenzione, e nessuno dirà: Eccolo qui, o: eccolo là. Perché il regno di Dio è in mezzo a voi! (Lc 17,21)

 

Verrà

 

Allora udii una gran voce nel cielo che diceva:            “Ora si è compiuta la salvezza, la forza e il regno del nostro Dio e la potenza del suo Cristo, poiché è stato precipitato l’accusatore dei nostri fratelli, colui che li accusava davanti al nostro Dio giorno e notte. (Ap 12,10)

 

Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. (Mt 25,34)

 

 

 

Per la riflessione…

 

Innanzitutto si vuole indicare la signoria, il dominio di Dio nel cosmo e nella storia, in quanto nulla sfugge alla sua sovranità di creatore. È questa un’affermazione che a più riprese ricorre nei testi biblici in forma chiarissima. Mi basta accennare ad una citazione, tratta dal 1° libro delle Cronache: Tua, Signore, è la grandezza, la potenza, la gloria, lo splendore e la maestà, perché tutto, nei cieli e sulla terra, è tuo. Signore, tuo è il regno; tu ti innalzi sovrano su ogni cosa. Da te provengono la ricchezza e la gloria; tu domini tutto; nella tua mano c’è forza e potenza; dalla tua mano ogni grandezza e potere. (1Cr 29,11-12)

 

Se Dio cessasse anche solo per un attimo di sostenerci nell'essere, nei piomberemmo nel nulla assoluto, e questo vale per l'intera creazione. È bene, direi che è molto igienico, ricordarci ogni tanto di questo dato di fatto, piuttosto indigesto per la mentalità dell'uomo moderno, così orgoglioso dei suoi successi nel campo della scienza e della tecnica, così incline a ritenersi autosufficiente, autonomo, protagonista assoluto della propria esistenza e del proprio destino.

 

Ma vi è un altro tipo di regno, di dominio, di sovranità da parte di Dio che, come dice S. Agostino, “si instaura negli uomini per fede e per grazia”. È un regno che si caratterizza in termini di salvezza, di giustizia, di libertà, di comunione, di grazia, di amore, di perdono, di pace. Ed è un Regno che non ha nulla di dispotico, di oppressivo, di faraonico. Coincide anzi con la storia della salvezza, cioè con i gesti di amore, di alleanza, di comunione che Dio ha offerto al suo popolo e quindi a tutta l’umanità lungo il decorso dei scoli e che trovano in Gesù Cristo la loro massima espressione (cfr Es 19,4-6; Mc 1,14-15; Mt 12,28).

 

Anche questo regno è un dato di fatto, nel senso che è una realtà concreta, è costituito di eventi reali, accaduti, storici, ma a differenza del dominio di Dio nella creazione che è inesorabile, irresistibile, incondizionato, quest'altro dominio deve essere accettato nella fede, è un dono che diviene impegno, è un'offerta che esige di essere accolta ma può anche venire rifiutata. In questo senso si può dice che il Regno di Dio è venuto e viene ogni giorno, è stato accolto e rifiutato lungo la storia della salvezza ed è accolto e rifiutato ogni giorno. È una possibilità di salvezza che quotidianamente per grazia di Dio l’uomo si trova tra le mani e che può valorizzare o sprecare. “Il Regno di Dio è in mezzo a voi” (Lc 17,21).

 

Gesù ha parlato spesso di questo tema soprattutto attraverso le parabole: il Regno di Dio viene in modo silenzioso e modesto come la crescita di un seme (Lc 13,18-19); porta frutto se trova un terreno adatto (Mc 4,1-8); lo si deve cercare come si cerca un tesoro perduto (Mt 13,44); richiede decisione (Lc 9,6) e vigilanza (Mt 25,1-13); esige un cuore povero, sgombro dal desiderio delle ricchezze(Lc 6,20; 18,24-27), semplice come quello dei bambini (Lc 18,17); non si può far parte di questo Regno se non si è giusti nel profondo (Mt 5,20), se non si è disposti a fare la volontà di Dio (Mt 7,21), ve non si rinasce dall'alto, dall'acqua e dallo Spirito (Gv 3,3.5), se non ci si sforza, se non ci si fa violenza (Mt 11,12-13; Lc 16,16), perché molte tribolazioni sono riservate a coloro che s'incamminano per questa strada (At 14,22). S. Paolo, in particolare, elenca tutta una serie di atteggiamenti-comportamenti che impediscono l'ingresso nel Regno di Dio (1 Cor 6,9-10; Gal 5,21).

 

E tuttavia soltanto alla fine della storia il Regno di Dio avrò la sua instaurazione piena (Ap 11,15.17; 12,10; 19,6) e i salvati lo riceveranno in possesso definitivo (Mt 25,34). Dunque il Regno è una realtà passata, continuamente presente, ma anche futura; è venuto, viene costantemente e verrà compiutamente alla fine dei tempi. “Io sono l'Alfa e l’Omega, dice il Signore Dio, Colui che è, che era e che viene, l’Onnipotente” (Ap 1,8).

 

Allora pregare per la venuta del Regno di Dio significa implorare il Signore di manifestare sempre più nel mondo la sua sovranità benefica, il suo dominio d’amore, ed insieme dichiararsi disponibili a lasciarlo regnare incondizionatamente nella propria vita, convinti che Egli non è un colonizzatore, un intruso, un concorrente della nostra felicità, bensì un amico, un alleato, che sa e vuole davvero il nostro bene in Cristo.

 

 

 

Per la preghiera…

 

 

Ho paura a dirti di "sì", Signore.

Non so ancora che cosa vuoi e dove mi vuoi portare.

Ho paura che tu mi voglia condurre proprio là dove io non voglio andare.

Ho paura che tu mi spinga per strade a me non gradite,

di firmare una carta in bianco, di dirti un "sì" che poi reclama altri "sì"...

Mi fai paura, Signore, anche se sento di amarti.

Ho paura del tuo sguardo, perché esso è irresistibile.

Ho paura della tua esigenza, perché sei un Dio geloso.

Ho paura del tuo amore, perché sei troppo misterioso e impegnativo.

E con queste paure, mi dibatto in contraddizioni e in angosce a non finire.

Sono incerto sulle mie scelte, insicuro nelle mie decisioni,

e sempre più insoddisfatto di ciò che sono e di ciò che faccio.

Ma che cosa vuoi da me, Signore?

Dio terribile, che cosa vuoi ancora?

 

TU MI DICI:

Piccolo, voglio ridimensionare la tua vita.

Fino ad ora, sei stato tu a decidere.

Più o meno, hai sempre fatto quello che volevi, e poi pretendevi che io ti seguissi,

cercando una convalida alle tue decisioni.
Ma non puoi continuare così.

Devi capire che hai invertito le parti:

hai giocato quel ruolo di protagonista che spetta gelosamente a Me.

Non io debbo dire "sì" a te, ma tu a Me.

A me spettano l'iniziativa e tutte le scelte che ti riguardano.

Io devo essere il centro di ogni tua cosa e, soprattutto, del tuo cuore.

Mi devi seguire docilmente.

Mi devi consegnare la tua volontà. Mi devi dare tutto.

Ho bisogno del tuo "sì", come ebbi bisogno del "sì" di Maria per venire, come uomo, sulla terra.

Dimmi un sì come me lo disse Lei: deciso, incondizionato, fidente, affettuoso.

Fidati di me.

 

Signore, aiutami a comprendere che Tu non hai bisogno delle mie sufficienze;

a capire che io non sono poi tanto importante e necessario.

Fammi capire che a nulla giova continuare a discutere, a contestare, a resisterti.

Infondimi forza e decisione perché possa aderire al tuo progetto.

 

E perché venga il tuo regno e non il mio,

perché sia fatta la tua volontà e non la mia,

aiutami a dire "Si", ma subito, con amore.

 

(Mons. Novello Pederzini)

 

 

 

Per il mese…

 

Si compie concretamente un’azione che cambia il cuore e converte la vita. Ciò che si è meditato diventa ora vita!

 

Cerco ogni giorno di trovare un po’ di tempo per pregare, anche solo per ruminare la frase che il Signore mi ha indicato nella riflessione.

 

Prego con la Liturgia della Ore, l’ora canonica del giorno adatta al momento.

 

Concludo il momento di preghiera recitando con calma la preghiera insegnataci da Gesù: Padre Nostro...

 

Arrivederci!